Cristo morto nel sarcofago sorretto da due angeli

Il dipinto era originariamente collocato nella chiesa di S. Marco, da qui fu poi trasferito nel Monastero dei Padri Minori Conventuali di San Floriano ed infine, nel 1861, fu incamerato dallo Stato.Il primo ad attribuire l'opera, già riferita al Crivelli da Annibaldi (1905), al pittore Nicola di Maestro Antonio fu il Berenson nel 1915, il quale ne ricostruì la personalità artistica grazie ad una serie di confronti stilistici (pala con la Madonna in trono e Santi della Raccolta Witney di Oxford, firmata e datata 1472; S. Paolo di Highnam Court; pala di Minneapolis). Federico Zeri mette poi in evidenza la componente squarcionesca e l'influenza di Zoppo e Tura nella produzione artistica del nostro, che approda in seguito ad un linguaggio più espressivo, legato alla maniera crivellesca. I critici non sono concordi nella datazione dell'opera: Zeri lo riferisce ad epoca matura, Pallucchini ad una data posteriore alla pala del 1472, Zampetti invece ad una fase giovanile. Anche riguardo alla funzione originaria della tavola esistono pareri discordi, secondo Pallucchini si tratta di un polittico smembrato, secondo Zeri di uno stendardo.

Technical info

Original title Cristo morto nel sarcofago sorretto da due angeli
Type Opera e oggetto d'arte
Collection Collezione Agabiti
Cultural context Rinascimento adriatico
Technique Tempera su tavola
Measurements cm 86 x 39
Location Palazzo Pianetti Civic Museums
Floor: First floor - Civic Art Gallery
Exhibition area: Sale Agabiti

The artwork in the museum

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